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    Che cos’è la Diarrea e come va trattata

    Che cos’è la Diarrea e come va trattata
    Che cos’è la Diarrea e come va trattata

    Che cos’è la Diarrea e come va trattata

    La diarrea viene definita come un aumento del contenuto di acqua nelle feci che si traduce in un aumento della fluidità e della frequenza delle evacuazioni.

    La diarrea non è una malattia, ma un sintomo di varie condizioni morbose spesso associato ad altri sintomi come dolori addominali, gonfiore, urgenza all’evacuazione, ecc

    Ma quando bisogna preoccuparsi e rivolgersi ad un medico?

    Quando la diarrea non passa. Un solo episodio isolato di diarrea magari dopo aver mangiato troppo, non deve destare preoccupazione, quando invece persiste da più giorni, allora occorre chiedere un parere medico.

    Possono essere diverse le cause all’origine: capiamo quali

    Sarà compito dello specialista inquadrare il problema e capire quale sia la causa.
    In caso di diarrea acuta le cause possono essere: le infezioni (batteriche, virali, fungine o parassitarie), alcuni tipi di farmaci, intolleranze (es lattosio..) ed allergie alimentari e la diverticolite.
    Le diarree croniche invece si distinguono in infiammatorie e non infiammatorie. Nelle prime rientrano le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa) e la celiachia, le seconde sono rappresentate dalla sindrome dell’intestino irritabile, dai tumori endocrini, da deficit o malassorbimento dei Sali biliari, patologie tumorali, assunzione di lassativi, pancreatite cronica o pregressi interventi sull’apparato digerente (resezioni gastriche od intestinali).

    E’ importante quindi effettuare una visita accurata con una attenta anamnesi dettagliata per capire le caratteristiche della diarrea: la durata, i sintomi associati per escludere i sintomi di allarme che sono la diarrea notturna, la presenza di sangue o muco nelle feci, la perdita di peso, la diarrea che non risponde al digiuno o ad una dieta priva di fibre.

    Occorre poi effettuare una serie di esami ematochimici di base che includano indici di flogosi (emocromo, VES, PCR), ma anche elettroliti, transaminasi, proteine totali, bilancio del ferro, vitamina B12 e folati. E poi esami più specialistici quali l’esame colturale e parassitologico delle feci, gli anticorpi antitransglutaminasi per escludere la celiachia, la calprotectina fecale e la ricerca del sangue occulto fecale se il paziente ha più di 50 anni o vi è il sospetto che la diarrea possa sottendere un problema tumorale del colon.

    A questo punto in virtù dei risultati, se la diarrea è acuta con esami negativi si consiglierà una dieta a basso tenore di fibre, una terapia probiotica adeguata e nel giro di poco tempo la diarrea si risolverà trattandosi in genere di forme autolimitantesi.

    Negli altri casi in cui gli esami ci porranno il sospetto di una malattia infiammatoria cronica si procederà alla effettuazione di una colonscopia per escludere malattie come il Morbo di Crohn, la Rettocolite Ulcerosa, la diverticolosi, il carcinoma del colon. In caso di positività agli anticorpi antitransglutaminasi si procederà con la esecuzione di una gastroscopia con biopsie duodenale per confermare la malattia celiaca.

    E se invece tutti gli accertamenti risulteranno negativi, ma la diarrea persiste?

    Allora concluderemo che si tratta di una sindrome dell’intestino irritabile: trattasi di una diagnosi di esclusione, quindi ogni qualvolta che abbiamo escluso tutte le cause di diarrea concluderemo che il paziente è affetto da questa sindrome le cui cause spesso sottendono problemi psicologici, stress o cattiva alimentazione.

    Quale la terapia?

    Nei casi più gravi: ricovero, terapia reidratante e terapia mirata specifica per la patologia diagnosticata.
    In tutti gli altri casi: dieta povera di fibre e priva di latticini, dolci, zuccheri, lieviti, associata ad una terapia probiotica di precisione mediante l’utilizzo di ceppi batterici vivi in grado di riequilibrare il microbiota intestinale e di migliorare le condizioni generali del paziente.

    Vorrei spendere due parole sui farmaci antidiarroici: Attenzione! Possono essere pericolosi perché la maggior parte di essi blocca la motilità senza rimuovere la causa. Nelle forme infettive possono, oltre che prolungare la diarrea stessa, indurre anche complicanze (magacolon, perforazione intestinale, sepsi..) e sono sconsigliati soprattutto nei bambini e negli anziani.

    Quale il consiglio alimentare in caso di diarrea?

    Idratazione: è fondamentale bere anche a piccoli sorsi, non solo acqua, ma anche tisane a base di zenzero e limone, camomilla.

    Alimentarsi i primi giorni solo con crema di riso, pasta in bianco, poche fibre limitate solo al consumo di carote, zucchine, qualche patata, mele e banane, per poi gradatamente reintrodurre proteine come lenticchie rosse decorticate a piccole dosi, carni bianche e pesce a vapore.

    Dr.ssa Donatella Pezzimentiwww.studiomedicopezzimenti.it

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