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    L’alimentazione vegetale nell’adulto

    L’alimentazione vegetale nell’adulto
    L’alimentazione vegetale nell’adulto

    L’alimentazione vegetale nell’adulto

    In qualsiasi momento della vita ognuno di noi potrebbe decidere di intraprendere un percorso vegetale limitando così il consumo di cibo animale…

    Con mia immensa felicità, ogni giorno sempre più persone si rivolgono a me in ambulatorio con la richiesta di ridurre un po’ il consumo di carne, altre invece decidono di eliminarla completamente, altre ancora desiderano diventare vegetariane eliminando sia la carne che il pesce, ed infine alcune, devo dire sempre più, mi chiedono di diventare vegane cioè vogliono eliminare completamente il consumo di cibo animale compresi formaggi e uova.

    E’ quindi possibile vivere senza questi alimenti? Assolutamente si! Purchè seguiti da uno Specialista per evitare che “il fai da te” possa generare qualche carenza nutrizionale.

    E qui entro in gioco io: nel 2018 ho conseguito il Diploma di Nutrizionista VEG-ANIC, specializzandomi nell’Alimentazione Naturale, Integrale, Consapevole (ANIC) a base Vegetale
    E questo non vuol dire che consiglio a tutti una alimentazione vegana come spesso sento dire, mi impegno invece ogni giorno nel difficile compito dell’educazione alimentare insegnando ai miei pazienti come scegliere il cibo sano, naturale e non modificato dall’industria, consigliando la riduzione del cibo animale come da linee guida internazionali e come ho già descritto nei precedenti articoli. Accompagno quindi le persone verso un percorso di salute e benessere finalizzato al raggiungimento di un equilibrio psico-fisico duraturo che possa prevenire l’insorgenza delle malattie. Non dimenticate che il 40% dei tumori si può prevenire con un corretto stile di vita, il 40%, vi sembra poco?

    Il percorso è pertanto personalizzato e viene “cucito” sul paziente come quando si fa un vestito dal sarto.

    Ecco quindi che insegnare lo stile di vita sano (dal latino: “dieta”) è come fare un vestito su misura rispettando le esigenze e le richieste del paziente.
    Quindi, se il paziente desidera la carne nella sua dieta, la carne sarà mantenuta, ma sarà mio compito istruirlo su quale carne mangiare, dove comprarla e soprattutto quanto mangiarne; naturalmente non tutti i giorni!!!! E così si farà con tutti gli altri alimenti. Se il paziente avrà una patologia infiammatoria sarà mio compito eliminare tutto il cibo che infiamma, se vi sarà una patologia tumorale sarà fondamentale eliminare in primis lo zucchero e così via…

    Naturalmente quando si intraprende il percorso verso una dieta naturale e consapevole il cibo animale non viene sostituito con la soia, il tofu o il seitan. Capita invece spesso di visitare persone che sostituiscono la carne con il cibo vegetale industriale a scapito poi della salute con insorgenza di grossi problemi di obesità e di malattie cardiovascolari. Non sempre mangiare vegetale è sinonimo di salute: il cibo industriale è sempre nocivo, sia che sia di origine vegetale che di origine animale: non dimenticatelo!

    Perché allora sostituire la carne con la soia? quando invece abbiamo una gran varietà di legumi della nostra tradizione? La proteina animale va sostituita con la proteina vegetale che è rappresentata dai legumi: fagioli neri, fagioli borlotti, fagioli cannellini, fagioli dall’occhio, fagioli del Trasimeno, fagioli Spagna, e poi lenticchie rosse, nere, screziate, verdi, ceci e ceci neri, piselli e fave. Ogni regione possiede una varietà di legumi tutti da scoprire e gustare!

    E poi l’approccio deve essere graduale per evitare disturbi intestinali. La bistecca non dovrà essere sostituita “di Colpo” con un piatto enorme di fagioli o di ceci e combinata in maniera errata ad altri cibi come formaggio o troppe verdure perchè il risultato sarà la comparsa di difficoltà digestiva, gonfiore o stipsi paradossa per la troppa ingestione di legumi o verdure.

    Cosa fare quindi?

    • rivolgersi ad uno specialista dell’alimentazione vegetale
    • iniziare il programma in maniera graduale per far abituare l’intestino.

    Vogliamo cucinare insieme una bella crema di fave tipica di questa stagione?

    Crema di fave:

    Sgranare 200-300 gr di fave fresche, portarle in ebollizione e poi cuocerle per circa un’ora. Una volta cotte, si toglierà la buccia esterna manualmente (io preferisco toglierla perché è molto fibrosa e quindi la zuppa risulterà più digeribile), aggiungere poi una o due patate che abbiamo precedentemente bollito, frullare tutto ed ecco la nostra meravigliosa crema di fave che verrà condita con un filo d’olio e.v di oliva. Eventualmente si potrà aggiungere un cereale a scelta come riso rosso, miglio o sorgo.

    Vi invito a provarla, è buonissima!

    Dr.ssa Donatella Pezzimentiwww.studiomedicopezzimenti.it

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